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Paroxetina per l’eiaculazione precoce: dosi e uso off-label

L'SSRI con la maggiore evidenza sull'eiaculazione precoce, usato off-label e a dose quotidiana.

L'SSRI con la maggiore evidenza sull'eiaculazione precoce, usato off-label e a dose quotidiana.

La paroxetina è l’inibitore selettivo della ricaptazione della serotonina che allunga di più il tempo di latenza nell’eiaculazione precoce: negli studi di confronto il guadagno è di circa otto volte, davanti a escitalopram, sertralina e fluoxetina. In Italia è autorizzata per indicazioni psichiatriche, non per l’eiaculazione precoce: qui si usa off-label, con una prescrizione motivata e il consenso del paziente.

Principio attivoparoxetina
ClasseInibitori selettivi della ricaptazione della serotonina
Forma farmaceuticacompressa rivestita con film
Via di somministrazioneorale
Dosaggi in commercio in Italia10 mg, 20 mg, 30 mg
Dose usata nell’eiaculazione precoce10–20 mg al giorno, in continuo
Indicazione autorizzataDepressione, disturbo ossessivo-compulsivo, disturbi d’ansia
Impiego nell’eiaculazione precoceOff-label
Regime di fornituraRicetta medica ripetibile (RR)
RimborsabilitàNon rimborsabile per questo impiego

Che cosa significa off-label, e perché qui conta

Off-label significa che il medico prescrive un medicinale per una condizione diversa da quella scritta nell’autorizzazione. In Italia è legittimo, lo prevede la legge 94 del 1998, ma a tre condizioni: che non esista un’alternativa autorizzata adatta a quel paziente, che l’impiego sia sostenuto da pubblicazioni scientifiche accreditate, che il paziente dia un consenso informato.

Nel caso dell’eiaculazione precoce l’alternativa autorizzata esiste e si chiama dapoxetina. La paroxetina entra in gioco quando quella strada è stata percorsa e non è bastata, oppure non è tollerata, oppure non è applicabile. È il motivo per cui una prescrizione di paroxetina per questa indicazione arriva quasi sempre dopo, non prima.

La conseguenza pratica che riguarda il portafoglio è semplice: un farmaco prescritto off-label è interamente a carico del paziente, anche quando per la sua indicazione autorizzata sarebbe rimborsato.

Come si assume: la dose quotidiana batte quella al bisogno

Lo schema con le prove migliori è una compressa al giorno, sempre alla stessa ora, iniziando da 10 mg e salendo a 20 mg dopo una settimana se la tollerabilità è buona. Si assume con o senza cibo; la sera se dà sonnolenza, la mattina se disturba il sonno.

Esiste anche lo schema al bisogno, 20 mg tre o quattro ore prima del rapporto, ma rende molto meno. La ragione è nel meccanismo: l’effetto sul riflesso eiaculatorio non dipende dal picco di concentrazione, dipende dalla desensibilizzazione progressiva dei recettori serotoninergici, e quella richiede giorni di esposizione continua.

Quanto tempo serve perché funzioni

I primi cinque-sette giorni si vede poco. Il miglioramento diventa evidente nella seconda settimana e si stabilizza intorno alla terza. Chi giudica il farmaco dopo tre compresse lo abbandona quasi sempre troppo presto: è l’errore più comune con questa molecola.

Se a dose piena e dopo quattro settimane il risultato è insufficiente, non si insiste salendo di dose: si cambia strategia. L’aumento oltre i 20 mg peggiora gli effetti sessuali di classe senza aggiungere granché sul tempo di latenza.

Che cosa si paga per una prescrizione off-label

Molecola fuori brevetto, molti equivalenti. Il prezzo al pubblico di ogni confezione autorizzata di paroxetina è pubblicato nella banca dati dei farmaci dell’AIFA, dove si confrontano anche le diverse aziende.

Attenzione a un equivoco che costa denaro: nelle sue indicazioni psichiatriche la paroxetina è rimborsata dal Servizio Sanitario Nazionale, ma una ricetta per l’eiaculazione precoce è una prescrizione off-label e resta a carico del paziente. La spesa, in compenso, è prevedibile: una compressa al giorno, confezioni da ventotto.

Ricetta off-label: che cosa comporta

Una prescrizione fuori indicazione non è una ricetta qualunque: il medico deve poterla motivare, raccogliere il consenso del paziente e indicare lo schema di assunzione. È il motivo per cui questa molecola non si ottiene con una richiesta telefonica. La visita serve anche a mettere in chiaro le terapie in corso, perché la paroxetina interferisce con parecchie: si fissa in studio.

Controindicazioni e interazioni

  • terapia in corso o conclusa da meno di due settimane con un inibitore delle monoaminossidasi, con linezolid o con blu di metilene;
  • associazione con pimozide o tioridazina, per il rischio di allungamento del QT;
  • tamoxifene: la paroxetina ne blocca l’attivazione inibendo il CYP2D6, ed è l’interazione più seria dell’elenco;
  • tramadolo e triptani, per il rischio di sindrome serotoninergica;
  • warfarin, acido acetilsalicilico e FANS: aumenta il rischio di sanguinamento;
  • epilessia non controllata, glaucoma ad angolo chiuso, episodi maniacali in anamnesi.

La paroxetina è anche il più potente inibitore del CYP2D6 della classe: va segnalata al medico ogni terapia in corso, compresi antiaritmici, betabloccanti e antipsicotici.

Effetti indesiderati

Nelle prime due settimane prevalgono nausea, sonnolenza, sudorazione e sbadigli; tendono ad attenuarsi. Restano invece, finché dura la terapia, gli effetti sulla sfera sessuale: calo del desiderio, maggiore difficoltà a raggiungere l’orgasmo, talvolta una difficoltà erettile. Vanno messi in conto fin dall’inizio, perché sono la ragione più frequente di abbandono.

Negli over 65 o in chi assume diuretici va tenuta d’occhio l’iponatriemia: confusione, debolezza marcata, crampi, nausea persistente meritano un controllo del sodio.

La sospensione va graduale

È il capitolo in cui la paroxetina si distingue in peggio dal resto della classe. Ha un’emivita breve e nessun metabolita attivo di durata: all’interruzione brusca la concentrazione crolla in poche ore e compare la sindrome da interruzione, fatta di capogiri, parestesie descritte come piccole scosse elettriche, irritabilità, insonnia e nausea. Non è pericolosa, ma è sgradevole e dura giorni.

Si evita scalando: si scende a 10 mg per una o due settimane, poi a giorni alterni, poi si sospende. Chi ha già avuto sintomi da interruzione impiega più tempo, e in quel caso conviene passare per una molecola a emivita lunga.

Paroxetina o dapoxetina

Sono due modi opposti di usare lo stesso meccanismo. La dapoxetina è autorizzata, si assume al bisogno, esce dall’organismo in poche ore e non richiede di scalare: è la prima scelta. La paroxetina è off-label, si assume tutti i giorni, è più efficace sul tempo di latenza e in cambio porta esposizione continua, interazioni e sospensione graduale.

Quando il problema è la tollerabilità più che l’efficacia, l’alternativa dentro la stessa classe è la sertralina; quando si preferisce una terapia al bisogno senza passare dalla serotonina, c’è lo spray anestetico. Il quadro completo è nella sezione Farmaci per l’eiaculazione precoce.

Domande frequenti

Dopo quanto tempo funziona?

I primi effetti compaiono entro cinque-sette giorni, il risultato pieno dopo due o tre settimane. Non è un farmaco da giudicare dalla prima compressa.

Si può prendere solo prima del rapporto?

Si può, a 20 mg tre o quattro ore prima, ma l’effetto è nettamente inferiore a quello della dose quotidiana. Nella pratica è una soluzione di ripiego.

È un antidepressivo: vuol dire che sono depresso?

No. La molecola nasce come antidepressivo e qui viene usata per un suo effetto collaterale, il ritardo dell’eiaculazione. È lo stesso principio per cui un farmaco per la pressione si usa contro l’emicrania.

Posso smettere quando voglio?

Non di colpo. La paroxetina dà la sindrome da interruzione più marcata della classe: si scala in due o quattro settimane secondo le indicazioni del medico.

Fa calare il desiderio?

Può farlo, insieme a una maggiore difficoltà a raggiungere l’orgasmo. Sono effetti dose-dipendenti e reversibili; se pesano, si riduce la dose o si cambia molecola.

Si può bere alcol?

Meglio limitarlo. L’alcol accentua sonnolenza e capogiro e peggiora, a sua volta, il controllo dell’eiaculazione.

Quando non si aspetta. Due situazioni non aspettano il controllo programmato. La sindrome serotoninergica, che compare quando si sovrappongono due farmaci serotoninergici: agitazione, tremori, rigidità muscolare, febbre, battito accelerato, diarrea. E la comparsa di pensieri di morte o di autolesionismo, soprattutto nelle prime settimane e sotto i venticinque anni. In entrambi i casi si sospende e si contatta subito un medico o il 112.

Fonti. Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto della paroxetina nella banca dati AIFA; linee guida EAU sulla salute sessuale maschile, capitolo sull’eiaculazione precoce, dove gli SSRI a somministrazione quotidiana sono raccomandati come terapia off-label.

Questa pagina non vende farmaci e non sostituisce la prescrizione. Trattandosi di un impiego off-label servono una valutazione medica, il consenso informato e la lettura del foglio illustrativo, che riporta le sole indicazioni psichiatriche autorizzate.

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