La terapia con onde d’urto a bassa intensità — in letteratura Li-ESWT, low intensity extracorporeal shockwave therapy — è l’unico trattamento per la disfunzione erettile che punti a modificare la causa invece di aggirarla. Non si assume prima del rapporto e non produce un’erezione: stimola la formazione di nuovi capillari nei corpi cavernosi, con l’obiettivo di restituire al pene il flusso di sangue che ha perso.
Che cosa sono, in concreto
Un’onda d’urto è un’onda acustica a fronte ripido, generata fuori dal corpo e focalizzata su un bersaglio interno. La stessa fisica che nella litotrissia frantuma i calcoli renali, a energie cento volte più basse, non rompe nulla: produce un microstress meccanico sulle cellule endoteliali. Quel microstress attiva il rilascio di fattori di crescita vascolare, in primo luogo il VEGF, e richiama cellule progenitrici endoteliali. Il risultato, documentato negli studi istologici animali, è la comparsa di nuovi vasi — la neoangiogenesi — e un aumento della densità di muscolatura liscia cavernosa.
L’uso in campo cardiologico ha aperto la strada: la terapia era già impiegata sul miocardio ischemico e sulle ulcere cutanee difficili prima che qualcuno la applicasse ai corpi cavernosi. Sul pene è in uso clinico dal 2010 circa.
A chi serve davvero
Il candidato ideale è l’uomo con disfunzione erettile di origine vascolare, lieve o moderata, che risponde parzialmente agli inibitori della PDE5 o che vorrebbe smettere di dipenderne. In questo gruppo le revisioni sistematiche riportano miglioramenti medi del punteggio IIEF-EF di alcuni punti, con effetto che si mantiene per sei-dodici mesi e in parte oltre.
I risultati sono più modesti, ma non nulli, nei pazienti diabetici di lunga data e in chi non risponde affatto ai farmaci orali. Sono invece scarsi o assenti in due situazioni: quando il deficit è prevalentemente psicogeno, perché non c’è nulla da rivascolarizzare, e quando esiste un danno neurologico completo, per esempio dopo prostatectomia radicale non nerve sparing.
Per questo la seduta non si prenota al telefono: serve prima l’eco-color-doppler penieno dinamico, che dice se e quanto il letto arterioso sia compromesso. Chi vuole farsi un’idea preliminare può partire dal test di autovalutazione.
Come si svolge un ciclo
Il protocollo standard prevede sei sedute, di norma due a settimana per tre settimane, oppure una a settimana per sei settimane. Ogni seduta dura tra i quindici e i venti minuti.
- Il paziente si sdraia sul lettino; si applica il gel di accoppiamento sull’asta.
- Il manipolo viene appoggiato in sequenza su cinque punti: le due facce laterali dell’asta, il dorso, la base e la regione crurale.
- Su ciascun punto si erogano circa trecento colpi, a densità di flusso energetico bassa, nell’ordine dei 0,09 mJ/mm².
- Finita la seduta si torna subito alle attività normali, compresa la guida e l’attività sessuale.
Non serve anestesia, non si usano aghi, non ci sono cateteri. La sensazione riferita è un picchiettio sordo, fastidioso nei primi colpi e poi tollerato senza difficoltà.
Quando si vedono i risultati
Non subito. Il meccanismo è biologico e ha bisogno di tempo: i primi cambiamenti si notano di solito fra la quarta e la sesta settimana dalla fine del ciclo, il picco intorno al terzo mese. Chi si aspetta un effetto immediato come quello di una compressa rimane deluso, e talvolta interrompe prima di aver dato al trattamento la possibilità di funzionare.
La rivalutazione si fa a tre mesi, ripetendo il questionario IIEF e, se opportuno, il doppler. Una parte dei pazienti mantiene il beneficio per oltre un anno; altri ripetono un ciclo di richiamo a distanza di dodici-diciotto mesi. Nei casi in cui il miglioramento sia parziale, l’associazione con il tadalafil a basso dosaggio quotidiano spesso rende utilizzabile ciò che da solo non bastava.
Controindicazioni ed effetti indesiderati
Il profilo di sicurezza è fra i più favorevoli della medicina rigenerativa: negli studi pubblicati non sono stati segnalati eventi avversi gravi. Possono comparire un arrossamento transitorio o un lieve fastidio locale, che si esauriscono in poche ore.
Restano alcune controindicazioni: infezioni cutanee in atto nella zona da trattare, lesioni tumorali del pene, terapia anticoagulante in corso non compensata, disturbi della coagulazione, portatori di pacemaker per i quali va valutato il singolo caso. La presenza di una placca da induratio penis plastica non è una controindicazione: in fase dolorosa la terapia viene anzi usata proprio per ridurre il dolore, anche se non raddrizza la curvatura.
Quello che le onde d’urto non sono. Non sono un trattamento estetico, non aumentano le dimensioni e non funzionano su un’erezione già normale. Diffida di chi le propone come pacchetto a prezzo fisso senza aver prima eseguito un doppler: senza diagnosi vascolare non c’è modo di sapere se abbia senso farle.
Domande frequenti
Quante sedute servono e quanto distano fra loro?
Sei sedute, due a settimana per tre settimane oppure una a settimana per sei. Ogni seduta dura quindici-venti minuti e non richiede alcuna preparazione.
Fa male?
No. Si avverte un picchiettio sordo. Non si usa anestesia e al termine si riprende immediatamente qualsiasi attività, guida compresa.
Posso continuare a prendere le compresse durante il ciclo?
Sì, e spesso è consigliato. L’obiettivo di molti pazienti è ridurre la dose o la frequenza, non necessariamente sospendere del tutto.
Dopo quanto si capisce se ha funzionato?
La valutazione si fa a tre mesi dalla fine del ciclo, con il questionario IIEF e, quando indicato, un nuovo eco-color-doppler. Prima delle quattro settimane è troppo presto per trarre conclusioni.
Funziona anche dopo un intervento alla prostata?
Dipende dal tipo di intervento. Se i fasci nervosi sono stati risparmiati esiste un margine; se la lesione nervosa è completa il beneficio atteso è minimo, perché il problema non è il flusso di sangue ma il segnale che lo comanda.
Le revisioni della letteratura sono consultabili su PubMed; la posizione delle società scientifiche europee è riassunta nelle linee guida EAU. Per una valutazione in studio: +39 06 3735 1940.
Pagina informativa. L’indicazione alla terapia con onde d’urto viene posta caso per caso dopo visita ed esame eco-color-doppler; nessun trattamento viene programmato senza diagnosi.